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21 e 22 marzo, Giornate mondiali acque e foreste

Primo studio internazionale dimostra legame tra buono stato bacini idrografici, le foreste e la salute umana. Le richieste del WWF per una buona gestione dei corsi d’acqua in Italia

Il 21 e il 22 marzo l’Onu celebra due giornate mondiali dedicate, rispettivamente, a Foreste e Acqua, due risorse naturali chiave per gli ecosistemi del Pianeta. Il WWF ha deciso di coglie l’occasione per sottolineare la stretta relazione tra ecosistemi forestali, qualità dell’acqua e salute umana rendendo nota una recentissima ricerca che dimostra come i bambini che vivono in bacini fluviali con maggiore copertura arborea abbiano meno probabilità di ammalarsi di diarrea, la seconda causa di morte tra i bambini sotto i cinque anni.
Lo studio “Upstream watershed condition predicts rural children’s health across 35 developing countries”, finanziato dal WWF, è stato condotto dall’Università del Vermont su 300.000 bambini in 35 paesi distribuiti tra Africa, Sud-Est asiatico, Sud America e Caraibi. I dati mostrano come con un aumento del 30% della copertura di alberi nei bacini idrici rurali si abbia un effetto paragonabile al drastico miglioramento delle condizioni igieniche. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, è la prima capace di quantificare la connessione tra il buono stato delle foreste dei bacini idrografici e la salute dei bambini su scala globale.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la morte di un bambino su 4 sotto i cinque anni è attribuibile alle cattive condizioni igieniche. Questo studio ha utilizzato i big data: 30 anni di indagini demografiche e sanitarie raccolte da USAID, 150 variabili per 500.000 famiglie.

Effetto foreste. L’effetto foreste sull’acqua è spiegato dalla loro capacità di raccogliere e captare le risorse idriche, depurarle rendendole potabili e adatte al consumo umano. Eppure, nonostante questa intuitiva correlazione (supportata anche da significative ricerche) gli habitat dei bacini idrografici sono in condizioni estremamente critiche, basti pensare che solo tra il 1970 e il 2012 abbiamo perso l’81% della fauna selvatica d’acqua dolce. La distruzione delle foreste e, conseguentemente, il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici, rafforza la portata e l’intensità di alluvioni, dei dissesti, della desertificazioni e della siccità. È come una delicata catena che, se spezzata, produce devastazioni con un effetto a domino sia su scala locale (disastri ambientali) sia su scala globale (cambiamento climatico). Questa stretta relazione tra foreste, bacini idrografici e comunità locali vale anche per il nostro paese:  in Italia la qualità dell’acqua che beviamo è strettamente collegata alla qualità degli ecosistemi dei bacini idrografici che la forniscono. I bacini idrografici in buone condizioni ecologiche e con ecosistemi forestali ben conservati contribuiscono alla sicurezza del territorio e delle persone, contro eventi climatici estremi (tempeste, ondate di calore, siccità) e disastri idrogeologici (frane, alluvioni).

continua…

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