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Alla Okayama University sperimentato un robot subacqueo intelligente

By 31 Marzo 2017 Aprile 14th, 2017 No Comments

Progettato dall’Università di Okayama, è autonomo e utilizza telecamere 3D, per la ricerca di alta precisione e il monitoraggio dell’ambiente sottomarino
[img]https://ilsubacqueo.it/file/attachment/2014/12/5a0db61f55cbd6c3baef3ef8f81f7c0b_view.jpg[/img] Mamoru Minami, docente alla Graduate School of Natural Science and Technology, Okayama University, Giappone
Ricercatori dell’Okayama University, in Giappone, in collaborazione con partner industriali hanno sviluppato un innovativo robot sottomarino che incorpora la tecnologia di CCD intelligenti per il riconoscimento tridimensionale degli oggetti per operazioni di ricerca e di monitoraggio autonomo per lunghi periodi di tempo in mare aperto e a grandi profondità.
«Il nostro Autonomous Underwater Vehicle (AUV) funziona utilizzando la combinazione della nostra nuova tecnologia di CCD per la visione tridimensionale Move on Sensing (MOV), con stereopsi in tempo reale (la stereopsi è la capacità visiva dei mammiferi superiori e dei primati di percepire la profondità dello spazio tramite meccanismi binoculari, ossia quelli che utilizzano informazioni provenienti dai due occhi – ndr) e la rilevazione dei segnali sonar convenzionali», spiega Mamoru Minami, docente alla Scuola di specializzazione in Scienze Naturali e Tecnologie dell’Università di Okayama. «La Navigazione subacquea con questa combinazione di suono e 3D servo visivo consente al nostro AUV di cercare, monitorare e individuare gli obiettivi con una tolleranza di 5 mm. Ci aspettiamo che questa precisione possa migliorare questa fino a 0,5 mm, che abbiamo ottenuto con i robot a terra».
Il MOS/AUV è stato progettato per trovare applicazioni in settori quali la decontaminazione del fondo di mari, oceani e laghi da radiazioni; l’esplorazione di fondali oceanici per la ricerca di materiali come il metano idrato e metalli delle terre rare; manutenzione di cavi sottomarini per la telecomunicazione; monitoraggio e indagini dell’ambiente sottomarino; per la ricerca di mine subacquee; per il recupero di detriti spaziali; e per salvare vite umane.

Il robot si muove autonomamente tenendo conto dei cambiamenti della posizione del target, con una capacità di inseguimento del bersaglio in movimento a una velocità fino a 10 mm/sec
Il prototipo MOS/AUV è stato testato in una piscina sperimentale di 2 m di lunghezza, 3 m di larghezza e 0.75 m di profondità. Il MOS/AUV ha agganciato con successo l’obiettivo costituito da un foro di 7 cm di diametro che simulava una base di ricarica della batteria dello stesso robot. Anche se, chiarisce il professore, «potremmo utilizzare una base di ricarica a induzione magnetica che permette un’operazione molto più semplice e una carica maggiore».
«Le due telecamere CCD del servosistema visivo MOS sono situate nella parte anteriore del robot per monitorare “marker” a induzione ottica, emessi da fonti luminose sull’oggetto», illustra Minami. «Utilizziamo algoritmi genetici (GA) per abbinare le immagini CCD con modelli 3D del target».
In particolare, il robot si muove autonomamente tenendo conto dei cambiamenti della posizione del target, con una capacità di inseguimento del bersaglio in movimento a una velocità fino a 10 mm/sec.
«Siamo in grado di prevedere le applicazioni non legate alle attività subacquee – completa Minami -. Per esempio, l’attracco di veicoli spaziali e l’utilizzo di robot autonomi per costruire basi sulla Luna. È un’invenzione davvero emozionante con molte applicazioni».
Il MOS/AUV è stato sviluppato con Kowa Corporation, una società con sede a Osaka, in Giappone, specializzata in attrezzature subacquee.
fonte: ambienteambienti.com

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