Carrello

News

Acqua dolce o salata, procedure; computer e software decompressivi

By 31 Marzo 2017 No Comments

Avrei un quesito da porvi circa le immersioni in acque dolci alla quale non sono riuscito a trovare risposta neanche sul libro di Americo Galfetti (il sub in acque dolci Olimpia editrice): come comportarsi per il giusto calcolo della profondità visto che tutti i computer e profondimetri sono tarati per la densità dell'acqua marina e non per le acque dolci (laghi). Quali altre precauzioni bisogna adottare oltre il ricalcolo della zavorratura ed la giusta protezione termica in caso di immersioni nei laghi? I dati forniti dai computer sono attendibili anche in queste immersioni ai fini decompressivi? Ci sono in commercio dei libri tecnici circa le immersioni in questione e quelle con trimix? Pensate che siano utili i computer subacquei specifici per le immersioni in trimix o vi affidereste esclusivamente ai software decompressivi? Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione alla mia email e spero in una vostra risposta. Cordiali saluti Marco.S

Risponde Roberto Bordin:

Per il giusto calcolo della profondità, necessariamente ci si deve avvalere di strumenti quindi a monte è consigliabile di acquistarli di buona qualità ed affidabilità sentendo magari qualcuno con un po’ di esperienza. Alcuni computer hanno anche la possibilità di selezionare sia l'acqua salata che la dolce. Le differenze tra dolce e salata le potete trovare sui vari manuali da divemaster o da istruttore delle varie didattiche, sono tra le domande di quasi tutti i quiz d'esame, che puntualmente il giorno dopo nessuno ricorda più. Per quanto riguarda l'attendibilità dei computer direi che oggi giorno sono strumenti abbastanza affidabili per quanto si possa adattare la fisiologia umana ad un modello matematico. Vi do solo un altro punto di vista che non è quello dei metri ma quello delle pressioni parziali dei gas. Ad esempio a 60 metri con l'aria la pressione parziale dell'ossigeno in mare è di 1,46 mentre in acqua dolce 1,43. A questo punto provate a pensare anche alle tolleranze degli strumenti ed ai controlli che dovresti effettuare per singolo strumento per avere una precisione assoluta, vi immaginate cosa costerebbe un profondimetro? Per quanto al ricalcalo della zavorra ed alla protezione termica, ovviamente la protezione che si sceglie ha una influenza determinante sull'assetto, esempio: una muta da 5 o 7 mm richiederà una grossa zavorra per riuscire a scendere per poi diventare estremamente negativa durante la discesa a causa dello schiacciamento del neoprene, cosa che avviene in modo limitato con quelli precompressi da 2mm o per nulla con il trilaminato. Per il sottomuta in caso di mute stagne il ragionamento è che più è spesso più trattiene aria e quindi necessita di una zavorra maggiore. La protezione termica deve essere adeguata alla temperatura dell'acqua ed ai tempi di permanenza, in commercio ci sono diversi prodotti tra i quali scegliere in funzione delle proprie esigenze. Il mio consiglio e quello che una volta assemblato tutto si vada prima in acqua a provare la pesata, troppa zavorra aumenta i problemi ed i rischi. Riguardo ai software decompressivi il discorso è più vasto, nel senso che a monte si dovrebbe scegliere se si vogliono utilizzare modelli a bolle o compartimentali, e già qui gli approcci sono vari. Nel mercato se ne trovano di vari tipi, VPM, Gap, Decoplanner, Proplanner ecc. non si può dire che uno abbia ragione e l'altro torto altrimenti entriamo nelle solite logiche manichee, possiamo dire che si sceglie di utilizzarne uno quando si ha capito come funziona o che ragionamento sottende al progetto di un software. Normalmente si va per moda o perché si crede che quello che si utilizza abbia più ragione degli altri……. Le immersioni in acqua dolce hanno varie problematiche ma sono trasversali al software utilizzato per il calcolo decompressivo, un computer subacqueo non ragiona in modo diverso dal software con cui ci si prepara una tabella se i risultati sono diversi è perché i modelli sono diversi. L'utilizzo del trimix non è a mio avviso funzione della salinità dell'acqua ma piuttosto legato ad aver maggior lucidità in profondità quindi per farla breve si potrebbe dire che le condizioni in cui ci troviamo a parità di profondità in Mar Rosso, in Tirreno, il un lago come Iseo o altri o in grotta sono molto diverse quindi utilizzo una maggiore quantità di elio in funzione del luogo o del carico di lavoro che devo svolgere in acqua, fare un rilievo o una sagolatura in grotta a 5° non è come guardare i pesciolini in Mar Rosso a 25°. Come per i software anche per il trimix ci sono varie filosofie di approccio e qui torniamo sul manicheismo che affligge l'Italia ossia il mio modo di usare il trimix è il migliore. Sul perché ci sarebbe da discutere, ad ogni modo se ci si guarda attorno si vede che quasi tutti vanno nella stessa direzione anche se con varie sfumature. Alla fine è sempre una questione di scelte ed ovviamente di persone. Fidarsi dei software o dei computer non è una domanda, sono la stessa cosa dipende molto dalle impostazioni che si danno ad un software, il computer funziona con un software. Roberto Bordin

Leave a Reply