Uno dei Buccari rivela la vera storia di un motto celebre.

Un amico mi ha fatto osservare nel “servizio speciale” sulla Grande Guerra, pubblicato nel n° 35del 30 agosto, la vignettea che rappresenta un M.A.S. all’attaco, e nella didascalia è detto:”D’annunzio propose il motto”Motus Animatsi chiamava così dalle iniziali Spes” , poi conia il famoso “Memento Audere Semper”.

Il M.A.S. si chiamava così dalle iniziali ”Motoscafo Anti Sommergibile”.

Ci sono due errori che ritengo valga la pena di rettificare, e due nomi da ricordare. L’ inventore dei M.A.S. , ing. Attilio Bisio, direttore del cantiere S. V.A.N. (Società Veneziana Automobili Nautiche) di Venezia, con le iniziali M.A.S. intendeva dire motoscafo armato silurante, perché il motoscafo aveva un cannoncino da 47, due mitragliatrici COLT e due siluri.

Successivamente, avendo avuto in dotazione bombe antisommergibili, ( e Rizzo ne ha assai opportunamente usato un paio a Premuda), è prevalsa questa ultima qualifica.

Negli ultimi mesi del 1915, dopo averne segnata la costruzione nel cantiere SVAN , ebbi il comando del Massa numero 1 che mantenne per quasi due anni. Pregare il mio fraterno amico avv. Ugo Scandiani di Venezia, valenti avvocato, notevole latinista e valoroso ufficiale degli Alpini, di dettarmi un motto latino con le iniziali M.A.S.

Conservo ancora il foglietto nel quale ne scrisse almeno otto. Scelsi “Motum Animat Spes” (non motus!) – la speranza anima il (mio) movimento – che scrissi su una tavoletta posta davanti alla ruota del timone.

Ebbi successivamente all’inizio del 1918 il comando del MAS 96, che fu prescelto dal comandante Costanzo Ciano, con i MAS 95 E 94 per la spedizione di Buccari.

Sul mio MAS 96 si imbarcò lo Stato maggiore: Ciano, Rizzo, D’Annunzio.

Io ho fatto il timoniere per 22 ore di fila. Davanti alla ruota del timone avevo incastrato la fedele tavoletta col motto latino di Scandiani. Durante la navigazione l’ho fatto leggere al poeta soldato, curioso di sentire il giudizio, che fu però negativo. Apprezzo il buon mattino, ma trovo il moto non adatto “alle nostre macchine da guerra che non conoscono speranza, Ma solo ardimento e disprezzo del pericolo”. Osai dirgli allora:” nessuno meglio di lei, comandante può dettarne uno migliore” rimasto un po’ soprappensiero, poi mi disse: “dovresti scrivere invece: Memento Audere Semper – ricordati di usare sempre”.

Non ho mai perso tempo. Ho staccato la tavoletta, Ed in “belle maiuscole” come ha poi scritto D’Annunzio nella “Beffa di Buccari” ( che i giovani di adesso dovrebbero leggere), ho scritto per la prima volta il motto diventato giustamente famoso.

A.P. – Dei trenta di Buccari

Fiera di Primerio

 P.S. – non desidero ti prego caldamente di non pubblicare il mio nome perché detesto, aborro la pubblicità. A 81 anni suonati mi basta essere noto soltanto ai pochi amici che mi sono rimasti, ed ai pochi compagni ancora superstiti delle nostre imprese del 1915 –’18. Anche il caro amico Scandiani, fervente patriota, è purtroppo scomparso.

Distinti saluti

Tratto da: “LA GRANDE GUERRA” – I servizi speciali della Domenica del Corriere

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